Hai cercato “come fare una serie TV”. Ci sono due persone che digitano questa frase. La prima ha un’idea per una serie e sogna Netflix: a te servono le fasi, un’idea di costi e la verità sui tempi. La seconda ha un’azienda e vuole usare il formato più potente che esista per farsi conoscere: a te serve la stessa cosa, più una scorciatoia.
Questa guida serve a entrambi. Le fasi sono identiche, le abbiamo imparate girando. Alla fine di ogni fase trovi come la facciamo noi quando la serie è per un’azienda, cioè quando il budget non è di Sky e i tempi non sono quelli di una produzione in tre anni.
Fase 1. Il concept: una frase, un conflitto
Una serie nasce da una frase che contiene una tensione che non si risolve in un episodio. “Un professore di chimica malato diventa produttore di metanfetamina”. Non è una trama, è un motore: genera conflitti per cinque stagioni.
Il concept risponde a quattro domande: chi è il protagonista, cosa vuole, cosa glielo impedisce, perché lo guardiamo. Se il “perché” è “perché è educativo” o “perché mostra i nostri valori”, non hai una serie. Hai un video aziendale, e sai già come va a finire.
Per un’azienda: il conflitto c’è già, è il tuo mercato. Il cliente che vuole tutto per ieri, la gara, il fornitore, il concorrente, il nuovo assunto che non capisce niente. In due ore di intervista lo troviamo. Dettagli in come scrivere una serie TV.
Fase 2. La bibbia: il mondo, i personaggi, la stagione
La bibbia è il documento che descrive tutto quello che non si vede: regole del mondo, biografie dei personaggi, tono, arco narrativo della stagione, scaletta episodio per episodio. È quello che si manda a un produttore e quello che tiene in riga tutti quando sul set le cose cambiano.
Una bibbia tipo: logline (una frase), sinossi (una pagina), personaggi (mezza pagina ciascuno), arco di stagione (dove si parte, dove si arriva), scalette (dieci righe per episodio), riferimenti visivi e di tono.
Per un’azienda: la bibbia è anche il documento che approvi tu. Deve leggersi come una serie, non come un preventivo. Se ti annoia leggerla, annoierà anche guardarla: la riscriviamo.
Fase 3. La sceneggiatura (e il pilota)
Si scrive il pilota, il primo episodio, perché è quello che decide se la gente resta. Poi gli altri. Una sceneggiatura per un episodio da 45 minuti sono circa 45-55 pagine in formato standard; per episodi da 6-10 minuti parliamo di 6-12 pagine, ma la fatica è la stessa: ogni scena deve far succedere qualcosa.
Regola che vale per Netflix e per la tua azienda: il brand (o il messaggio) non parla mai in prima persona. Lo capiamo dalle azioni dei personaggi. Il momento in cui qualcuno dice “la nostra qualità è la nostra forza”, la gente chiude il video.
Fase 4. La pre-produzione: dove si vince o si perde
Casting, location, sopralluoghi, scenografia, costumi, trucco, permessi, piano di lavorazione (cosa si gira, quando, con chi, con quale luce). Una produzione TV ci mette mesi. Qui si decide il 70% del risultato: un set organizzato male produce episodi brutti anche con il miglior regista del mondo.
Per un’azienda: due settimane. Le location sono i tuoi spazi (uffici, stabilimento, negozio, cantiere), che costano zero e sono più veri di qualunque studio. Il casting può includere il tuo team, se ha voglia e faccia: spesso i protagonisti migliori sono i tuoi clienti.
Fase 5. Le riprese: la troupe fa la differenza
Una troupe da serie TV conta decine di persone per reparto. Una troupe da serie aziendale fatta bene ne conta 15-20 professionisti: regia, aiuto regia, direttore della fotografia, operatori, fonico, elettricisti, macchinisti, scenografia, trucco, produzione. Niente iPhone. Niente luci piatte. Camere da cinema e un fonico vero, perché il suono brutto è il primo motivo per cui la gente chiude.
Giornate: una serie broadcast gira 3-6 pagine di sceneggiatura al giorno. Per una stagione aziendale servono 2-5 giorni di set, pianificati al minuto.
Fase 6. La post-produzione: montaggio, colore, suono
Montaggio (il ritmo), color grading (il look da film), sound design e musica (l’emozione), grafica e titoli (l’identità). È la fase che separa un video da una serie: lo stesso materiale, montato e colorato da chi sa farlo, sembra un’altra produzione.
Per un’azienda: due settimane, con una prima visione del pilota a metà strada. Vedi il primo episodio e capisci se abbiamo fatto bene il nostro lavoro.
Fase 7. La distribuzione: a stagione, non a caso
Una serie non si “pubblica”, si rilascia. Trailer, data di uscita, episodi a cadenza fissa, discussione tra un episodio e l’altro. È il meccanismo che crea attesa e che trasforma gli spettatori in fanbase.
Per un’azienda: hub su YouTube (episodi interi, indicizzati da Google per anni), tagli verticali su Instagram, TikTok e LinkedIn per portare traffico, pagina “guarda la serie” sul sito, episodi nelle mail dei commerciali. Vedi come creare una serie su Instagram, TikTok e LinkedIn.
Quanto costa e quanto ci vuole, nei due mondi
| Serie per piattaforma | Serie per la tua azienda (latuaserie) | |
|---|---|---|
| Chi decide | Broadcaster, produttore, network | Tu, in una call |
| Tempi | 1-3 anni dall’idea alla messa in onda | 60 giorni |
| Costo | Da 500.000 euro a episodio, decine di milioni a stagione | da €12.000/stagione, 4-8 episodi |
| Troupe | 50-150 persone | 15-20 professionisti |
| Diritti | Della piattaforma | Tuoi |
| Dove va in onda | Dove decide il network | Dove sono i tuoi clienti |
I numeri delle produzioni italiane recenti (M, Il Gattopardo, Call My Agent Italia) e il confronto con uno spot da 30 secondi sono in quanto costa fare una serie TV.